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Editore: BUR Rizzoli
Tredici capitoli che provano a raccogliere un dialogo ininterrotto tessuto da firme illustri, sconosciuti illustri e voci anonime con, per e oltre Fabrizio De André. Questo libro è nato per ricostruire un viaggio di cinque anni fatto di “parole dette”: gli incontri, i dibattiti e le giornate di studio organizzate nelle più svariate sedi, dalle università alle associazioni di provincia dal 2000 al 2005. Si è indagato, raccolto, sbobinato, tagliato, ricostruito e montato perché questo materiale potesse essere “servabo”. Quella “piccola parola latina” che Luigi Pintor notò e spiegò potesse voler dire “conserverò, terrò in serbo, terrò fede, o anche servirò, sarò utile”. C’è un’eredità intellettuale lasciata da una voce cantautorale il cui desiderio era “essere socialmente utile” e, spontaneamente, nelle più istituzionali ma anche nelle più bizzarre situazioni, in tanti hanno scelto di partecipare a dibattiti che partivano da un verso, da un album o da un pensiero di Fabrizio utilizzandolo come passaporto per discutere il presente. Col ritmo del romanzo ma senza un ordine cronologico, questo libro prova a fare il punto su cinque anni di inaspettata partecipazione, senza cerimonie ma guardando alla ricerca con il desiderio che queste pagine possano essere solo l’inizio di un arrivo.
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